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La Statua del cristo Redentore di Maratea

La statua del Cristo Redentore di Maratea

Conversazione con Vivi le Muse

D. Per molti visitatori è il simbolo più riconoscibile di Maratea. Ma cos’è davvero, oggi, la statua del Cristo Redentore per il territorio?

R. La statua del Cristo Redentore di Maratea è un’opera dal fortissimo valore simbolico, artistico, spirituale e culturale.

D. Con quali parole motiveresti un turista a visitarla?

R. “Immagina di trovarti sospeso tra cielo e mare, sopra un promontorio che guarda l’infinito.” A Maratea puoi vivere molte cose, ma solo dalla cima del Monte San Biagio riesci a vederle tutte insieme: il golfo, le montagne, i borghi, il tempo che rallenta.
La statua del Cristo Redentore non è solo un monumento: è un punto di equilibrio tra l’uomo e il paesaggio.  Un luogo che resta nella memoria e nel cuore.

D. Com'è fatta, davvero, la statua del Cristo Redentore di Maratea?

R. Beh, prima di tutto va detto che non è solo una statua “grande”: è un’opera tecnicamente molto avanzata, soprattutto per i tempi in cui è stata costruita, negli anni ’60.

È alta più di 21 metri, con le braccia aperte per quasi 19 metri… quindi già da sola ha una presenza che ti lascia senza parole. Ma la cosa interessante è come è fatta.

Foto Archivio Mimmo Longobardi

È costruita in cemento bianco misto a scaglie di marmo di Seravezza, un materiale scelto apposta per dare luce alla superficie, così che la statua brilli al sole, cambiando colore con le ore del giorno. Dentro, però, c’è una struttura di ferro molto complessa, che tiene insieme tutto e che la rende resistente anche a venti fortissimi – si parla di oltre 140 km/h!

All’interno della statua c’è perfino una scala in ferro: parte dalle fondamenta e arriva fino alla testa, dove si trova il parafulmine. Non è aperta al pubblico, eh – serve solo per la manutenzione, ma ti fa capire quanto sia stato curato ogni dettaglio.

I calcoli strutturali furono fatti da un ingegnere bravissimo, Luigi Musumeci, mentre la costruzione vera e propria venne seguita dallo scultore Bruno Innocenti in persona. Pensate che per la parte finale, la scalpellatura, si lavorò direttamente sul posto, adattando la superficie alla luce del luogo, al vento, alla prospettiva dal basso. Insomma, non è solo un’opera d’arte: è anche una sfida ingegneristica vinta alla grande.

D. Prima di approfondire alcune vicende legate alla sua costruzione vogliamo spiegare bene come arrivarci?

R. Il Cristo Redentore si trova proprio in cima al Monte San Biagio, a 644 metri sul livello del mare. È sempre accessibile, giorno e notte, e non c’è alcun biglietto da pagare: l’ingresso è libero.

Durante la bassa stagione si può salire tranquillamente in auto fino al parcheggio più alto, a circa 615 metri, praticamente a due passi dalla statua. Nei periodi di maggiore afflusso – cioè dal 24 maggio al 30 settembre, tutti i giorni, e nei fine settimana dal 1° ottobre al 2 novembre – è attiva una Zona a Traffico Limitato. In quei giorni si lascia l’auto un po’ più in basso, a quota 570 metri, in un grande parcheggio, e si prende una navetta che in meno di un chilometro ti porta su, vicino alla Basilica.

Il servizio è ben organizzato: la navetta costa 1,50 euro andata e ritorno a persona (sono ammessi solo cani di piccola taglia) e funziona dalle 9 alle 21 nei mesi di maggio, giugno, settembre, ottobre e novembre, mentre nei mesi estivi, luglio e agosto, l’orario si estende fino alle 22. Per quanto riguarda il parcheggio, il costo per auto e moto è di 5 euro la prima ora, poi 1 euro ogni 20 minuti. I veicoli più lunghi, oltre i 3 metri, pagano 17 euro la prima ora e 5 euro ogni 20 minuti successivi.

Per chi ama camminare, dal parcheggio inferiore si può raggiungere la Basilica con una salita di circa 400 metri, e poi continuare per altri 250 metri fino alla base della statua, con un dislivello di una trentina di metri. Chi parte invece dal centro storico di Maratea, a quota 300, può scegliere tra diversi percorsi. C’è il sentiero che attraversa il bosco dei Carpini, inserito nel tracciato del Cammino Basilicata Coast to Coast, e c’è quello che ripercorre l’antico itinerario della processione di San Biagio, che sale da Capocasale lungo il versante occidentale del monte.

Molti escursionisti scelgono di salire per uno di questi due sentieri e di scendere per l’altro, così da completare un suggestivo percorso ad anello che collega Maratea al monte, alla Basilica e alla statua. Si tratta di circa 5 chilometri in tutto, da percorrere con tranquillità in due ore e mezza o tre, godendosi la natura, i panorami e la bellezza del luogo.

Per chi cerca qualcosa di più impegnativo, c’è infine la via ferrata: un itinerario attrezzato che risale il versante roccioso, con passaggi in verticale e viste spettacolari sul mare. È perfetta per chi ha esperienza in montagna e l’attrezzatura adatta.

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Foto di Pino Laprea

D. Quando i turisti arrivano sulla cima del Monte San Biagio, restano spesso sorpresi nel vedere che la statua del Cristo Redentore non guarda verso il mare. Come mai è rivolta verso la Basilica e l’interno del territorio?

R. È vero, è una delle prime cose che molti notano: “Ma come? Il Cristo non guarda il mare?”. In realtà, non si tratta di un errore né di una dimenticanza: è una scelta profondamente voluta, sia dall’autore dell’opera, lo scultore Bruno Innocenti, sia dal committente, il conte Stefano Rivetti di Val Cervo, che sognava un monumento ricco di significato.

Come racconta Chiara Rivetti, figlia del conte e presidente della Fondazione Cristo Redentore, «secondo le precise indicazioni del conte, la statua del Redentore, osservata dalla lunga distanza, doveva sembrare rivolta verso il mare; invece, di fatto, doveva essere rivolta verso la terra, verso la chiesa, verso l’umanità: perché “Dio si è fatto uomo per noi.”»

Il Cristo è quindi rivolto verso la Basilica di San Biagio e la città, in un gesto di protezione e vicinanza a chi vive il territorio. Non guarda il mare, ma guarda la gente. E come aggiunge Luigi Filippo Parravicini, curatore della pubblicazione sulla statua, «non poteva assolutamente volgere le spalle alla chiesa».

La scelta dell’orientamento è stata anche una sfida tecnica e artistica: Innocenti ha studiato il punto di vista degli osservatori sia dal mare che dalla terra, e ha concepito la posa e il movimento della statua in modo che, «da lontano nulla lasci trasparire rispetto alla direzione del volto». Chi arriva dal mare, infatti, vede le braccia alzate in segno di accoglienza, senza rendersi conto che lo sguardo è rivolto all’interno.

In sintesi, il Cristo Redentore di Maratea è un’opera che abbraccia il territorio, non per dominare, ma per stare accanto all’umanità. È rivolto a chi cerca speranza e senso, non spettacolarità. È un Cristo di resurrezione, giovane, sereno, simbolo di amore, pace e accoglienza, come volle il suo creatore.

D. Da cosa nacque l’idea della statua? Quali furono le vere motivazioni di Stefano Rivetti?

R. L’idea della statua nacque nel 1957, durante un viaggio in Brasile, quando Stefano Rivetti vide il Cristo di Rio de Janeiro. Tornato in Italia, disse:

«Dobbiamo fare a Maratea, sul monte San Biagio, una statua come questa».

confronto statue

 

Ma per Rivetti non si trattava solo di realizzare un monumento spettacolare. La statua doveva esprimere valori profondi, come l’umiltà e la presenza concreta di Cristo tra le persone. Per questo non volle un piedistallo, ma che il Redentore poggiasse «i piedi nudi sulla terra, sui sassi», perché «Gesù è venuto povero ma ci indica la via».

Anche la postura e l’espressione erano parte del messaggio: le braccia alzate verso il cielo e il volto sereno e senza sofferenza dovevano rappresentare «un Cristo di Resurrezione che annuncia la Via, l’Amore, la Pace».

Prima di dare avvio all’opera, Rivetti volle consultare Padre Pio, ricevendone — secondo quanto riportato dalla figlia Chiara — «la sua generosa benedizione».

In definitiva, la statua fu un atto di fede, ma anche un segno concreto di speranza e fiducia per il futuro del Sud, che Rivetti amava profondamente. Come scrisse lui stesso:

«Ho trovato nel Sud un elemento umano capace, che merita molto.»

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Foto di Pino Laprea

 

D. Dopo tutto quello che hai raccontato, cosa ti auguri che resti nel cuore di chi arriva fin lassù, ai piedi del Redentore?

R. Mi auguro che resti una sensazione di bellezza piena, di quelle che non si dimenticano. Non solo per il panorama, che è straordinario, ma per tutto quello che si respira lì sopra: pace, silenzio, armonia tra l’uomo e il paesaggio.

Spero che chi arriva fin lassù non veda solo una statua, ma un luogo che parla, che accoglie e che resta dentro.
Un punto alto — fisicamente ed emotivamente — da cui guardare tutto con occhi nuovi. Anche se si viene solo per curiosità, si scende sempre con qualcosa in più nel cuore.

E proprio per questo, vorrei fare anche un piccolo invito: rispettare questo luogo e l’opera d’arte che lo custodisce.
Evitiamo di scrivere sulle superfici, di lasciare santini, rosari o ex voto in plastica ai piedi della statua. Ci sono altri modi, più silenziosi e profondi, per esprimere la propria devozione. La bellezza di questo luogo va preservata, per chi arriva oggi… e per chi

 

 

1. Dati tecnici e costruttivi

CaratteristicaDescrizione
Altezza della statua Oltre 21 metri
Apertura delle braccia Circa 19 metri
Materiale esterno Cemento bianco e scaglie di marmo di Seravezza
Struttura interna In ferro, progettata per resistere a venti oltre 140 km/h
Scala interna In ferro, non accessibile al pubblico, arriva fino alla testa
Ingegnere strutturale Luigi Musumeci
Scultore Bruno Innocenti
Scalpellatura finale Eseguita in loco per adattarsi a luce, vento e prospettiva
Periodo di costruzione Anni ’60 – Completata nel 1965

2. Accesso e logistica

ElementoDettagli
Quota della statua 644 metri s.l.m.
Accesso veicolare Libero fino al parcheggio superiore (quota 615 m) nei periodi senza ZTL
ZTL attiva 24 maggio – 30 settembre (tutti i giorni);
1 ottobre – 2 novembre (solo weekend)
Parcheggio basso (quota 570 m) Punto di partenza della navetta nei periodi ZTL
Costo navetta 1,50 € andata/ritorno a persona (solo cani di piccola taglia ammessi)
Orari navetta 9:00–21:00 (mag, giu, set, ott, nov)
9:00–22:00 (lug, ago)
Costo parcheggio auto/moto 5 € la prima ora, poi 1 € ogni 20 minuti
Costo parcheggio veicoli >3 m 17 € la prima ora, poi 5 € ogni 20 minuti

3. Percorsi a piedi

PercorsoLunghezzaQuota (inizio → fine)Dislivello
Parcheggio ZTL → Basilica 400 metri 570 m → 615 m +45 m
Basilica → base della statua 250 metri 615 m → 644 m +29 m
Totale dal parcheggio ZTL 650 metri 570 m → 644 m  +74 m
Sentieri dal centro storico ~5 km (A/R) 300 m → 644 m +344 m
Via ferrata 370 metri 420 m → 630 m +210 m

 

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Bibliografia

 Crediti

  • La foto di copertina è di Pino Laprea