/ Parchi

Parco della Murgia Materana

Ente Parco Archeologico Storico
Naturale delle Chiese Rupestri
del Materano
Via Sette Dolori, 10 (rioni Sassi)
75100 Matera (MT)
0835 336166
https://www.parcomurgia.it/

Il Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano fu istituito dalla Regione Basilicata nel 1990 con l'obiettivo di tutelare, recuperare e valorizzare le emergenze naturalistiche e il grande patrimonio storico e archeologico delle oltre 150 chiese rupestri ricadenti nei comuni di Matera e Montescaglioso. Dal 2007 è Patrimonio Mondiale dell’Umanità con l’ampliamento della definizione "Sassi di Matera" a "I Sassi ed il Parco delle Chiese rupestri di Matera".
Situato al confine con la Puglia, comprende 8056 ettari di territorio tra la Strada Statale 7, la Strada Provinciale Matera–Ginosa–Montescaglioso e la Strada Statale 175. Ad ovest di Matera, poi, il perimetro segue la stretta e profonda morfologia della Gravina di Picciano che, partendo dall'omonimo colle, confluisce nel fiume Bradano.
Tra gli aspetti naturalistici, di rilievo primario è quello geologico e geomorfologico.
La Murgia Materana è il lembo più occidentale delle Murge pugliesi, la cui litologia è caratterizzata da un basamento di calcari cretacici (Calcare di Altamura – Cretaceo superiore, 70 milioni di anni) su cui poggiano calcareniti plio-pleistoceniche (Calcareniti di Gravina, circa 2 milioni di anni), il cui spessore può raggiungere anche i 70 metri.
Proprio la natura calcarea del territorio, facilmente carsificabile (i Calcari mesozoici di Altamura) e facilmente erodibile (le Calcareniti di Gravina) hanno penalizzato lo sviluppo del reticolo idrografico e favorito la formazione di profonde incisioni: le gravine, tra cui la spettacolare Gravina di Matera, enorme solco di venti chilometri di lunghezza e ottanta metri di profondità.
Nonostante il territorio si presenti a tratti particolarmente aspro, la sua flora comprende 923 specie, cioè circa un sesto dell'intera flora nazionale e un terzo di quella regionale, tra le quali un centinaio sono rare e rarissime. Ciò è attribuibile alla millenaria azione dell'uomo che, se da un lato ha portato alla forte riduzione dei boschi, dall'altro ha consentito la diffusione delle specie erbacee di gariga e pseudosteppa.
Altrettanto ricca è la fauna grazie proprio al carattere scosceso e selvatico di alcune aree che non ha favorito la totale antropizzazione.
Tra le tante specie di uccelli, mammiferi, rettili e anfibi presenti una menzione particolare merita il Falco Grillaio, che adora svernare in questi luoghi e che, non a caso, è stato scelto quale simbolo del Parco.
Il carattere singolare del paesaggio e la forte caratterizzazione storica e archeologica del territorio stimolano alle escursioni a piedi e in bicicletta alla ricerca di indelebili emozioni.
A tal proposito è opportuno segnalare che oltre l’80 per cento del parco ricade in proprietà privata e che quindi è opportuno rivolgersi alle guide autorizzate non solo per scoprire nuovi percorsi in sicurezza e con un diverso punto di vista dal lato naturalistico e storico culturale, ma anche per non incorrere in possibili disavventure con i proprietari terrieri.