Luoghi di Senso: Monte San Biagio
La montagna emerge, ben definita, direttamente dalle acque azzurre del mar Tirreno.
Chiude sulla costa l’ansa disegnata dal crinale di Monte Crivo, che delimita a sud la Valle di Maratea, l’ampia depressione, irregolarmente quadrilatera, che divide a metà il territorio comunale.
Alla sua base ci sono il Porto, antico villaggio di pescatori, ad ovest; Maratea paese a nord; il villaggio di Santa Caterina a sud-est.
La sommità è una superficie tronca, di forma stretta e allungata in direzione est-ovest, estesa circa tre ettari; è assimilabile ad una “spianata” per le pendenze decisamente più dolci dei suoi versanti perimetrali che sono costituiti per due terzi da falesie inaccessibili e un terzo da scarpate articolate e piuttosto acclivi.

Mappa delle pendenze. In evidenza i versanti acclivi del Monte San Biagio
Questa piccola superficie accoglie i ruderi di Maratea Superiore, la Basilica Pontificia di San Biagio e la statua del Cristo Redentore, collocata sul punto più alto, a 647 metri.
Il monte è identificato attualmente con il nome del santo di Sebaste le cui reliquie sono custodite nell’omonima basilica pontificia.
Per diversi secoli dell’alto medioevo fu probabilmente solo Maratea, il pugno di case arroccate a cui nel 1079 fece riferimento l’arcivescovo di Salerno Alfano I, nella Bolla che, ad oggi, ne è la prima testimonianza storica.
Scomparso il paese la sua cima è comunemente indicata dai marateoti come San Biagio, Castello o Cristo (es. “andare a San Biagio, a. al Castello, a. al Cristo”).
La sicurezza fu la priorità dei fondatori che lo scelsero quale posto ideale dove fermarsi e costruire la propria dimora in un momento imprecisato del primo millennio. Non altro! Lo sperone roccioso sarebbe stato facile da fortificare e difendere, lontano anche dalla malaria, ma non un luogo confortevole in cui vivere, senza acqua di sorgente, né pascoli, né campi coltivabili.
Forse fu proprio questo a spingere ben presto più di qualcuno dei suoi abitanti a costruire ricoveri più a valle, ai piedi del monte, dando vita a Maratea Sottana (intorno all’XI sec.?), l’attuale paese.
Maratea Soprana, fortificata con torri e mura, e Maratea Sottana compaiono sulle carte aragonesi della seconda metà del XV secolo: già in quel periodo però il paese più forte e popoloso era il Borgo che nel 1532 contava oltre 1000 abitanti, mentre il Castello non arrivava a 500.

Stralcio Mappe Aragonesi
Troppo dura e angusta la vita nella roccaforte, troppo marginale la posizione rispetto alla via di commercio giù nella Valle, il declino del paese fu lento e inesorabile.
La resa ai francesi nel dicembre del 1806 fu idealmente anche la resa della stessa comunità che, comunque, avrebbe resistito ancora per oltre un secolo, fino al 1969, quando morì l’ultimo residente, il parroco Domenico Damiano.
Finita la comunità non è finito il paese perché, come ha ben intuito il poeta Franco Arminio, “I paesi non muoiono mai, piuttosto si trasformano, evolvono”.

Stralcio foto aerea - 1943
È viva infatti la sensazione che ancora e solo in questo luogo il marateota, il viaggiatore, il turista o il pellegrino possano incontrare il Genius Loci di Maratea, con il sole e con la pioggia, il vento e la neve, in autunno e primavera, e finanche in una torrida e affollata giornata di agosto, allorquando l’eccessiva confusione lo smargina, ne sfrangia i contorni e prova a sospingerlo verso l’indefinito dei nonluoghi.
Il Monte San Biagio, liberato dal vincolo strutturale dell’antica comunità, è, oggi più di ieri, Terra che si trasfigura continuamente in un mondo di senso.
Senso di vertigine: 647 metri a strapiombo sul mare

Senso di immenso: Il blu del cielo e del mare

Foto Angelo Licasale
Senso di infinito: Il sole al tramonto

Foto Mimmo Longobardi
Senso di radici e mistero, abbandono e oblio, storia e memoria: i ruderi del paese

Foto Basilicata Turistica
Senso di rinascita e di speranza: la statua di Cristo Redentore

Foto Pino Laprea
Senso di spiritualità: la basilica di San Biagio

Senso di fede: la processione di San Biagio

Senso di sfida: la ferrata

Foto Angelo Licasale
Senso di tranquillità: il sentiero dei Carpini

Foto Pompeo Limongi
Senso di libertà: il Cammino Basilicata Coast to Coast

Foto Vincenzo Daniele Gulfo
